A Pavia si festeggia come se fosse la finale di Champions: la squadra passa dalla Prima Categoria alla Promozione, cioè da “campo di provincia con spirito di adattamento” a “campo di provincia con un po’ meno polvere”.
Eppure la città si è fermata. Piazza piena, cori, bandiere, abbracci come se fosse arrivata la Coppa del Mondo. Qualcuno giura di aver visto persino gente emozionarsi più del dovuto…
Il dato più interessante, però, è un altro: assenza totale di politici. Nessun taglio del nastro, nessuna fascia tricolore, nessun discorso sul “risultato storico per il territorio”. E infatti la festa è andata liscia, spontanea, quasi pericolosamente sincera.
Forse il segreto del successo sportivo è tutto qui: meno dichiarazioni ufficiali, più birre e cori.


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