Editoriale di Nuvola:
C’è l’imbarazzo della scelta.
Si può partire dall’Emirato montano, con le streghe dell’Alta Val Staffora, oppure dalle pianure del Biondo. L’esito, curiosamente, è sempre lo stesso.
In altura svetta il Podestà con l’Assessora: bamboline vudù alla mano, oppure intenti a prendere lezioni e confabulare con l’ultima fattucchiera, divisa equamente fra l’alta valle e la città del peperone.
In pianura, invece, c’è sempre lui: invisibile quanto basta, ma sufficientemente presente per muovere dietro le quinte i fili di un’improbabile compagnia di mestieranti della politica.
Sul palcoscenico svetta Alice sott’olio, che detta i tempi al Pibe de Nuoro e, stanca della regia di Wanda Marchi, pare essersi venduta direttamente il sistema.
Panda e le altre comparse vagano ormai disorientate. Da Cicciocane a Paola Sottomarino, nessuno sembra più sapere che pesci pigliare.
Resta il dilemma finale:
vendere quel poco che rimane del sistema o prendere lezioni dall’ultima fattucchiera?
All’Emirato, naturalmente, si studiano entrambe le opzioni.


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