Una contravvenzione di 296 euro per divieto di sosta: l’auto era stata parcheggiata vicino alle strisce pedonali. Il verbale non è stato staccato da un agente di polizia locale ma da Giorgio Falbo, sindaco di Barbianello, un paesino dell’Oltrepo Pavese. E il multato non è un cittadino comune ma il parroco del paese don Gianfranco Maggi. E’ successo il 13 settembre scorso ma è solo la punta dell’iceberg di una storia decisamente tesa tra il sacerdote e un sindaco in carica dal 2009. Una storia in perfetto stile don Camillo e Peppone ma forse anche più dura perché, al contrario dei personaggi di Giovannino Guareschi, tra i litiganti di Barbianello ci sono anche state cause in tribunale.
Ma andiamo con ordine. Il 13 settembre scorso, dopo aver celebrato la messa a Torricella Verzate, don Gianfranco è tornato a Barbianello dove ha parcheggiato la sua auto vicino ad un attraversamento pedonale e ad un incrocio. Forse era di fretta perché doveva partecipare alla parte finale delle manifestazioni per celebrare il santo patrono del paese. Il sindaco Giorgio Falbo lo ha visto o è stato avvisato e lo ha multato. Il sacerdote sostiene di aver parcheggiato l’auto in uno spazio che non creava intralcio alla circolazione e contesta l’entità della sanzione mentre il sindaco sostiene che nello stesso giorno sarebbero state contestate altre tre violazioni al sacerdote.
Dietro la contravvenzione ci sono rapporti tesi tra comune e parrocchia che si trascinano dal 2018. Al centro un contenzioso amministrativo per l’esproprio dell’edificio della scuola materna a favore del Comune. Anni dopo, il sacerdote aveva invece denunciato il sindaco per diffamazione per alcune lettere lasciate nelle cassette postali di alcuni residenti, tra il 2020 e il 2021. Lettere per cui il sacerdote (di cui si raccontavano vicende personali mai provate) si era sentito diffamato. Il sindaco era stato condannato in sede civile insieme ad un suo collaboratore al pagamento dii 25 mila euro come risarcimento
Adriano Agatti Estratto Corriere


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