Quattordici milioni di euro per valorizzare l’Oltrepò Pavese. E allora basta salamelle alla griglia e volontari in canottiera: con tutti questi soldi pretendiamo Cracco a girare i ravioli, Cannavacciuolo a motivare i produttori di Schioppettino e Barbieri a controllare la polenta.
Smoking obbligatorio, Pinot Nero in cristallo e salamella certificata come eccellenza identitaria.
Naturalmente, la domanda resta: quanti di questi milioni arriveranno davvero ai borghi, alle Pro Loco e a chi il territorio lo tiene in piedi tutto l’anno?
Perché l’Oltrepò non ha bisogno di altre passerelle sulla valorizzazione. Ha bisogno che i soldi producano risultati, non soltanto convegni, consulenze e nastri da tagliare.
Il gas dell’Emirato montano si chiama sagra. Occhio, però: a forza di valorizzare il territorio, rischiamo di arricchire i gassificatori.


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